The Beach Boys – Good Vibrations

Sapete quelle parole che vi colpiscono da bambini, ma di cui non capite il significato finché non siete cresciuti (…e talvolta neanche da grandi)? Per Brian Wilson la parola in questione era vibrazioni. Sua madre gliene parlava, dicendogli che erano nell’aria, invisibili e impercettibili per i nostri sensi, e si dividevano in buone e cattive. Queste ultime, in particolare, potevano anche sfuggire a noi esseri umani, ma di certo gli animali, come per esempio i cani, le sentivano e si mettevano ad abbaiare verso chi le emetteva.

Brian Wilson era forse il più introverso e geniale dei Beach Boys e, per questa ragione, alla vita caotica e frenetica dei tour, preferiva una vita rilassata e riflessiva, passata in luoghi calmi e tranquilli come la sua camera da letto e la spiaggia, posti in cui dava libero sfogo al suo talento artistico. È così che nacque, nel 1966, quella che per la rivista Rolling Stone è la sesta più grande canzone di tutti i tempi.

A Mike Love si deve l’intuizione di aver aggiungere l’aggettivo good, per “tranquillizzare” i fan. Pubblicata come singolo il 10 ottobre 1966 (insieme a Let’s Go Away For Awhile, come B-side), fu rilasciata 11 mesi dopo all’interno dell’album Smiley Smile (qui a fianco la copertina del vinile rilasciato nel 2004 per l’uscita, dopo “soli” 37 anni dall’ideazione, del concept album Smile nel quale doveva essere originariamente inclusa).

La registrazione del brano, che include l’uso di un theremin (il più antico strumento musicale elettronico), è stata molto travagliata e costosa per l’epoca: furono spesi ben 50˙000 dollari, e la durata complessiva del nastro impiegato supera le 90 ore. Ciò è dovuto al fatto che la canzone fu registrata in sei diversi studi di Los Angeles, producendo sei diversi frammenti. Quattro di questi furono poi “incollati” assieme grazie ad un procedimento molto innovativo per quegli anni (e che piacque molto anche ai Beatles, che lo utilizzarono, in seguito, per incidere Strawberry Fields Forever e A Day In The Life) che consisteva nel registrare e ri-registrare determinate sezioni musicali e vocali scorrelate, per poi eventualmente modificarle e mixarle nel risultato finale, ottenendo, in questo caso, una “sinfonia tascabile”, come la definì lo stesso Wilson, di soli 3:39.

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Una Risposta to “The Beach Boys – Good Vibrations”

  1. I Beach Boys pubblicarono “Pet sounds” con l’intenzione di fare un disco epico, poi uscì subito dopo “Sgt.Peppers’ lonely heart club band” e Brian Wilson cadde in una terribile depressione!
    a oggi viene considerato il secondo miglior album di sempre.
    sapevatelo!

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