The Rolling Stones – Sympathy For The Devil

Se nel precedente brano ho accennato ai “velati” riferimenti satanici degli Eagles, questa canzone li dichiara già dal titolo, senza lasciar dubbi. In origine era tutta un’altra canzone: era nata come una folk song che raccontava la storia del lato oscuro di un uomo (si intitolava The Devil Is My Name), divenne, grazie al suggerimento di Keith Richards di cambiare ritmo, un vero e proprio samba che celebra il demonio.

L’incipit della canzone, dove il Diavolo si presenta in prima persona (se così si può dire…), è praticamente copiato da un capolavoro della letteratura russa del Novecento, scritto dalla penna di Mikhail Bulgakov: Il Maestro e Margherita (nel libro è: “‘Please excuse me,’ he said, speaking correctly, but with a foreign accent, ‘for presuming to speak to you without an introduction.‘” tradotto come “Per favore mi scusi, disse parlando correttamente ma con un accento straniero, se mi permetto di parlarle senza una presentazione”; nel brano: “Please allow me to introduce myself – I’m a man of wealth and taste” tradotto come “Per favore mi permetta di presentarmi – Sono un uomo facoltoso e di classe”). Mick Jagger ricevette questo libro come regalo da Marianne Faithfull, che fa anche da seconda voce nella canzone, insieme ad Anita Pallenberg. In effetti il libro è stata una delle fonti d’ispirazione di tutto il testo, insieme alle poesie di Baudelaire, la Bibbia e i libri di Storia.

Sì perché nel testo vengono citati episodi storici molto celebri in cui il Diavolo ci avrebbe messo lo zampino: la Guerra dei Cent’anni (“I watched with glee while you Kings and Queens fought for ten decades for the Gods they made”, in italiano: “Guardavo con gioia mentre voi Re e Regine combattevate per dieci decenni per gli Dei che avete creato“); la Rivoluzione d’Ottobre (“I stuck around St. Petersburg when I saw it was a time for a change, killed the czar and his ministers”, in italiano: “Vagavo per San Pietroburgo quando vidi che era tempo di cambiare, uccisi lo zar e i suoi ministri”); la seconda guerra mondiale (“I rode a tank, held a general’s rank while the blitzkrieg raged, and the bodies stank”, in italiano: “Guidavo un carro armato, avevo il grado di generale mentre la guerra-lampo infuriava, e i cadaveri si decomponevano”); e gli assassini dei Kennedy (“I shouted out “Who killed the Kennedys?” when after all it was you and me”, in italiano: “Ho urlato “Chi uccise i Kennedy?” quando dopo tutto siamo stati tu ed io”).

Questa è la prima traccia dell’album Beggars Banquet del 1968. Già nei lavori precedenti gli Stones erano stati accusati di usare espliciti riferimenti sessuali (ad esempio Let’s Spend The Night Together) e di aver aderito al Satanismo (l’album precedente si intitolava Their Satanic Majesties Request) dai fondamentalisti cristiani, che portavano avanti una crociata non solo contro i Rolling Stones, ma anche contro tutti i musicisti rock, additandoli come cattivi esempi per i giovani che li ascoltavano. Ma quello che Jagger, Richards & Co. volevano dire era in realtà che il diavolo è l’uomo stesso e tutti gli episodi più incresciosi nella storia del mondo occidentale sono da imputare esclusivamente al genere umano e alla sua immoralità, senza bisogno di scomodare entità soprannaturali.

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