Deep Purple – Smoke On The Water

Prima lezione del corso di chitarra. Insegnante: “Ok, ragazzi, prendete in mano il vostro strumento, oggi impareremo il riff di Smoke On The Water!”. Alievi: “Ma di già?”; “Ma io non so neanche come si tiene sta cosa…” “Cos’è un riff?” , ecc. Di certo se queste vi sembrano reazioni plausibili, la domanda meno probabile che degli allievi possano fare è “Che canzone è? Non l’ho mai sentita…” (se lo fanno, mi rivolgo a voi insegnanti, cacciateli subito dal corso e, se ne avete il potere, radiateli anche da tutti gli albi dei chitarristi del mondo, almeno finché non si saranno fatti una cultura…). Perché, come diceva John Goodman a Jeff Bridges in “Il Grande Lebowski”: la sua bellezza è la sua semplicità. Questo riff (ah, per l’allievo di prima, un riff è una frase musicale che si ripete frequentemente all’interno di una composizione e funge da accompagnamento) è allo stesso momento uno dei più facili da suonare (si compone di quattro note in scala blues) e uno dei più leggendari della storia del rock.

Smoke on the Water uscì come traccia dell’album Machine Head nel 1972, e fu pubblicato come singolo solo l’anno successivo (il gruppo non si aspettava che la canzone si rivelasse un successo). Invece divenne probabilmente il loro più grande successo, che i Deep Purple sono contenti di usare come cavallo di battaglia nei loro concerti. Se già la struttura della canzone nella versione in studio è stata creata in modo che le strofe costruiscano una “tensione musicale” che poi viene scaricata tutta nel ritornello, la versione live ai loro concerti viene arricchita da una parte centrale dominata dalla chitarra di Ritchie Blackmore e dall’organo Hammond di Jon Lord, diventando uno dei momenti più emozionanti delle loro performance.

Il testo racconta in modo fedele e veritiero un fatto di cronaca realmente accaduto in data 4 Dicembre 1971 a Montreux, in Svizzera. I Deep Purple erano lì perché stavano per iniziare le registrazioni del loro album Machine Head in uno studio mobile affittato dagli Stones e dislocato nel complesso del casinò (citato nella canzone come the gambling house, letteralmente la casa delle scommesse). Il giorno prima delle registrazioni si tenne un concerto di Frank Zappa & the Mothers of Invention, durante il quale uno spettatore esaltato sparò un razzo segnaletico incendiando il casinò (“qualche stupido con una pistola lanciarazzi ridusse quel posto in cenere” dice la canzone). Dal loro hotel il nostro gruppo vide dunque: “Smoke on the water, fire in the sky (“Fumo sull’acqua, fuoco nel cielo”), benché in realtà quest’espressione sia attribuita al bassista Roger Glover che partorì questo titolo geniale risvegliandosi qualche giorno dopo da un incubo in cui aveva rivissuto l’accaduto.

E ora alcune curiosità: Il nome “funky Claude” si riferisce a Claude Nobs, il direttore del Montreux Jazz Festival, che aiutò alcune persone a fuggire dall’incendio; il 3 Giugno del 2007 ben 1721 chitarristi si sono ritrovati a Kansas City per suonare contemporaneamente Smoke On The Water , battendo così il record mondiale della canzone suonata da più persone simultaneamente; nell’episodio 13×16 dei Simpson, intitolato “L’Erba di Homer”, quest’ultimo prende, su consiglio del Dr. Hibbert, della marijuana per scopi curativi e si mette a cantare a squarciagola Smoke On The Water

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