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David Bowie – Heroes

Posted in Art Rock, Pop Rock, Rock on 13 aprile 2010 by sharkmax88

Berlino è una città meravigliosa. Tutti coloro che l’hanno visitata ne serbano almeno un ricordo, sia esso legato agli imponenti e storici monumenti, oppure semplicemente all’aria che vi si respira, satura di cultura e arte mitteleuropea.

David Bowie, proprio influenzato dall’atmosfera tedesca della capitale, visse in questa città la fase più feconda della sua carriera, registrando alla fine degli anni settanta la cosiddetta “Trilogia berlinese”, composta dagli album “Low” (1977), “Heroes” (1977) e “Lodger” (1979) in parte ispirati ai gruppi tedeschi Kraftwerk e Neu!, e al loro stile musicale che era contaminato di rock ed elettronica. Fondamentale, inoltre, l’apporto di Brian Eno, che divenne nei decenni successivi uno dei più importanti produttori musicali della storia.

Proprio la title-track dell’album “Heroes” (uscita anche come singolo) è stata scritta da Bowie e Eno nel 1977 e prodotta da Tony Visconti. Benchè all’epoca non fu un grande successo, la canzone divenne il marchio di fabbrica di Bowie ed è ancora molto utilizzata oggi nel mondo della pubblicità o delle serie TV. Indimenticabile resta, comunque, il film “Christiane F. – Noi i Ragazzi dello Zoo di Berlino”, in cui compare proprio David Bowie e in cui si utilizzano alcune delle sue canzoni come colonna sonora. È la canzone del suo repertorio che ha avuto più cover, dopo “Rebel Rebel”.

Il testo della canzone racconta una storia molto simile al film Christiane F., cioè una parabola d’amore tra due emarginati, due che nella nostra società sono percepiti come sbandati, falliti solo perché hanno dei problemi di dipendenza e noi altri, invece di aiutarli, facciamo prima a etichettarli come esempi negativi, da non seguire e da cui stare alla larga, ingannando la nostra coscienza nel continuare a ripeterci che l’unica cosa da fare è abbandonarli al loro destino, non intervenire, perché noi non abbiamo colpa. In realtà la nostra colpa è ancora più grave della loro, perché noi siamo, a differenza loro, ancora nel pieno delle nostre capacità fisiche e mentali, quindi ancora in grado di intervenire, eppure ce ne freghiamo e non facciamo niente, se non continuare a ripeterci che è giusto così. Tenuti in disparte dal mondo, possono solo provare a vendicarsi e diventare eroi, anche se solo per un giorno (“We can be heroes just for one day”) .

Per come era stata concepita originariamente la canzone, i due protagonisti cercavano di ottenere dei risultati importanti all’interno della loro relazione e basta. In seguito al successo globale, si è verificato, però, uno slittamento di significato che ha abbracciato il sociale e, da un mondo in scala ridotta a due sole persone, si è passati ad intendere il mondo intero, complici, di sicuro, le interpretazioni live di Bowie in occasioni importanti: nel 1985 al Live Aid, con Thomas Dolby alle tastiere; nel 1992 al Freddie Mercury Tribute Concert con i Queen; nel 1996 a The Bridge Benefit Concert; nel 2001 al Concert for the New York City, dopo l’attentato alle Torri Gemelle (dove il termine heroes era rivolto principalmente ai pompieri che avevano sacrificato la loro vita per cercare di salvare quella dei sopravvissuti tra le macerie).

«A volte per aiutare gli altri dobbiamo aiutare noi stessi.» Stevie Ray Vaughan

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